XIX EDIZIONE

Ritratti Festival 2023

La vita di un musicista è continua relazione con l’idea e la percezione del tempo. Il grande buio della pandemia ha mandato in tilt il nostro sistema di percezioni, riavvolgendo in me il nastro di alcune riflessioni forse – da tempo – congelate: qualcuno scrisse che avevamo affidato la nostra identità talmente radicalmente al ruolo lavorativo e che in quelle giornate non abbiamo più saputo chi fossimo davvero. Nel surrealismo (o meglio dire iperrealismo) di quel momento, ho trovato un punto di osservazione fuori dal tempo ordinario, in cui mi sembrava di osservare la vita al microscopio, come in una città lego (o Dogville). Al microscopio è finito un po ‘ tutto: gli archivi di libri, le liste di cose, l’anatomia di ogni singola battuta di repertorio, il profumo dei fiori della primavera che sbocciava, i sogni, i ricordi. Dopo un po’, ho capito che stavo vivendo il presente. Ero immersa nel presente, in ogni singolo minuto. Mi sono chiesta allora: è necessario essere espropriati della propria quotidianità per poter finalmente “sedersi al sole, abdicare, ed essere re di se stessi”? Il presente ci permette di sentire. Sentire tutto, anche senza decifrare. Di mangiare tutto ciò che la vita ci offre: felice o doloroso che sia. Anche il dolore del tempo finito, o la felicità che è desiderio di durata, di continuazione, di futuro. Lentamente, si è scavata la traccia di  “fermare il tempo”. 

Nella dimensione personale, tanto in quella universale, i più grandi atti dell’intelletto umano hanno superato l’oblio dei secoli vincendo la battaglia contro la caducità del tempo. Amo pensare che ognuno di essi, abbia presupposto un atto di conquista del proprio tempo, di appropriazione del presente possibile solo se si riconosce che la realtà interiore, il piano dell’immaginazione, del pensiero creativo, non può essere un lusso per pochi, mentre in molti restano schiavi delle urgenze e osservano le vite degli altri, magari dallo schermo di un telefono. 

Con la musica a fare da catalizzatore, un centro di gravità senza tempo, Ritratti ri-innova l’esperienza dell’ascolto, fondata sulla relazione tra il suono e il suo impatto nella comunità e nei luoghi in cui viene creato e ricevuto, relazione intima in grado, nel presente, di ricevere e incubare gli stati d’animo tanto degli interpreti quanto degli spettatori, potenzialmente in grado di annullare le distanze tra l’arte e la vita: con 8 spettacoli musicali, tavole rotonde di approfondimento, due residenze d’artista, aperture straordinarie, una mostra diffusa, l’immancabile laboratorio per ragazzi, la diciannovesima edizione del Festival è pronta a fermare le lancette: eccolo, allora, il nostro Ritratto di questo momento, unico, irripetibile, e per questo un pò magico. 

17 luglio 

 Masseria Spina MONOPOLI

BRAD MEHLDAU TRIO

Brad Mehldau, pianoforte

Larry Grenadier, contrabbasso

Jeff Ballard, batteria

20 luglio

Masseria Spina MONOPOLI

MICHAEL JACKSON

THRILLER Storia e leggenda del Re del Pop

Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese

ROBERTO MOLINELLI direttore e arrangiatore

 

22 luglio 

Palazzo Palmieri MONOPOLI

HISTOIRE DU SOLDAT

di IGOR STRAVINSKY

Libretto: Charles-Ferdinand Ramuz

regia di Cecilia Ligorio

Paola Michelini, Niccolò Senni attori

Lorenzo Rovati, violino

Salvatore Magazzù, tromba

Tindaro Capuano, clarinetto

Nicolò Zorzi, contrabbasso

Giovanni Miceli, trombone

Andrea Corsi, fagotto

Igor Caiazza, percussioni

25 luglio 

Chiostro di Palazzo San Martino MONOPOLI

SIMPLE SONGS ABOUT SEX & WAR

EMANUELE ARCIULI & FRIENDS

JOHN CAGE

In a Landscape , per pianoforte

AARON JEY KERNIS Air 

per violino e pianoforte

PHILIP GLASS Streets of Berlin

testi di Martin Sherman

WILLIAM DUCKWORTH Simple Songs about Sex and War

testi di Hayden Carruth

LOUIS ANDRIESSEN 

Beatles Songs

27 luglio

Chiostro di Palazzo San Martino MONOPOLI

CLOCKS 

intro:

GYORGI LIGETI

Poema sinfonico per 100 metronomi 

GYORGI LIGETI

Continuum per clavicembalo

GIOVANNI SOLLIMA 

L’Isola Ferdinandea (da Viaggio in Italia)

JOHN ADAMS 

Hallelujah Junction per due pianoforti

MIGUEL DEL AGUILA

Clocks op.58  

QUARTETTO ALBENIZ DE PROSEGUR – Escuela Superior de Musica Reina Sofia

Sara Zeneli, violino

Paula Mejia, violino

Mario Carpintero, viola

Willard Carter, violoncello

Stephanie Gurga, pianoforte e clavicembalo

Antonia Valente, pianoforte

29 luglio

GOYESCAS

Chiostro di Palazzo San Martino MONOPOLI

ENRIQUE GRANADOS- GOYESCAS

Los majos enamorados op.11I galanti innamorati

Los requiebros – I complimenti

Coloquio en la reja – Conversazione alla finestra

El fandango de candil – Fandango a lume di candela

Quejas, ó la maja y el ruiseñor – Lamento, o la fanciulla e l’usignolo

El amor y la muerte (Balada) – L’amore e la morte

Epílogo: Serenata del espectro – Epilogo: Serenata dello spettro

El pelele: Escena Goyesca – La marionetta: scena goyesca

VIVIANA LASARACINA, pianoforte

1 AGOSTO Masseria Spina MONOPOLI

ALL YOU CAN BEAT

FRANK ZAPPA

omaggio nel trentennale della scomparsa del compositore

The Black Page

AZIO CORGHI 

omaggio ad un anno dalla scomparsa del compositore

Un petit train du plaisir

da ‘Péchés de Vieillesse’ di Gioachino Rossini

Dalila Borra/Fabio De Cecco/Giacomo Fato/ Martin Lopez

Andrea Malavasi/ Lorenzo Mangialavori/ Tommaso Scopsi/ Andrea Benetti

Gianmaria Manghi/ Tommaso Pezzani/ Gabriel Rispoli/ Samuele Galvanini

ENSEMBLE DI PERCUSSIONI 

Giulia Di Palmo & Tommaso Ronchi, pianoforte

Gianmarco Petrucci, batteria

Gabriele Petrucci, marimba

DANILO GRASSI, direttore

3 agosto

Teatro Radar Roof Garden MONOPOLI

CINE/RITRATTI

SEVEN CHANCES di BUSTER KEATON

Musica originale di Stephen Prutsman

Alberto Maniaci, pianoforte e direzione musicale

Lorenzo Rovati, violino

Martina Bonaldo, viola

Federica Del Gaudio, violoncello

Dunja Popovic, contrabbasso

Rossana Quarato, flauto/ottavino

RITRATTI EXHIBIT

aperture straordinarie ed esposizioni

dal 7 luglio al 4 agosto

GIULIANA STORINO 

CASA SANTA  

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA ZAFFARA

BIBLIOTECA RENDELLA

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SARAH Jérôme

CASA SANTA 

CHIESA DI SAN GIOVANNI

Sarah Jérôme arriva alla pittura e alla scultura dopo tredici anni trascorsi nel mondo della danza: disciplina, quest’ultima, di cui l’artista conserva una certa filosofia. Non si potrà fare a meno di considerare l’importanza che il corpo umano – in particolare modo quello femminile – acquisisce all’interno delle carte oleate e delle sculture di Sarah Jérôme: un corpo che emerge da materia informe simile a un magma o da processi di combustione e trasformazione minerale.  Talvolta, da elementi vegetali o animali, come nella più classica delle metamorfosi.  Il mormorio dei fossili allude agli svariati echi provenienti dal nostro passato: sia esso mitico, letterario o psichico. «Il corpo – dice Sarah Jérôme – è il nostro comune denominatore, il teatro dei nostri desideri e delle nostre sofferenze. Alla stregua di un sito geologico formato da strati, è attraverso il corpo che la memoria si imprime, ed è attraverso di lui che siamo in grado di comunicare.»  Sarah Jérôme esplora questo sito geologico che è il corpo cercando di riconciliare le antinomie che l’abitano, o che esso abita: sogno e realtà, bellezza e ripugnanza, femminilità e mascolinità, intimità e superficialità. Le opere in mostra sono chiara testimonianza di questa costante tensione, a un tempo onirica e mitopoietica, tra la grossolanità dell’informe e la delicatezza dei corpi. 

Doppelgaenger nasce nel 2012: la sua ricerca è rivolta alle attuali espressioni della figurazione; all’installazione e alla performance; alle arti parietali. L’associazione ha portato avanti un’attività costruita attorno a progetti di ampio respiro e dalla forte identità culturale, orientati spesso a continuare e svilupparsi nel tempo: nell’interazione tra artisti e negli interventi di arte urbana, come nelle peculiari opere murali, sempre progettate sulla specifica dimensione degli spazi espositivi, o – ancora – attraverso un robusto filone di arte femminile.

dal 14 al 16 luglio

RITRATTI KIDS

in collaborazione con Musica in gioco

ANDREA GARGIULO, direzione musicale

16 LUGLIO ore 20:00 Masseria Spina

“JAZZ FOR KIDS” CONCERTO CONCLUSIVO DEL LABORATORIO

22 – 27- 29  luglio, 3 agosto 

RITRATTI TALKS – TROVARE IL TEMPO

APERITIVI DI APPROFONDIMENTO  SUI TEMI DEL FESTIVAL

Nicola Pedone & Antonia Valente, direzione e moderazione

Sabato 8 luglio 

talk itinerante

Orecchio che vede e occhio che sente: 

l’arte di Giuliana Storino e Sarah Jérôme tra mormorii di fossili e canto delle cicale

giovedì 20 luglio 

N24, Piazzetta Santamaria

L’eternità, l’anima e il tempo (finito) della vita nella “Storia di un Soldato”

ospiti: Cecilia Ligorio, Paola Michelini, Nicolò Senni e i musicisti in residenza a Ritratti 2023

Lunedì 24 luglio 

N24, Piazzetta Santamaria

La freccia del tempo, la freccia della storia

Viviamo in un’epoca che non mi fa pensare a una corrente principale, ma a molte correnti, o persino, se insistiamo sul fiume del tempo, penso che siamo arrivati a un delta, forse addirittura oltre un delta, a un oceano che sta tornando verso i cieli”.  (John Cage)

ospite: Emanuele Arciuli

venerdì 28 luglio 

Biblioteca “Rendella”

Tempo e memoria

È la memoria di cui tratta Proust, una facoltà dotata di vita propria: il ricordo che affiora in modo casuale e improvviso, innescato da una percezione sensoriale (il sapore delle madeleine), mette in movimento la “memoria involontaria”. Quel frammento di memoria è capace di resuscitare il passato perché, come diceva Bergson, la memoria non consiste in una regressione del presente al passato ma al contrario un progresso dal passato al presente

Por la musica, misteriosa forma del tiempo (J. L. Borges)

ospiti: Angelo Petrosillo, Massimo Felici

lunedi 31 luglio

Lido Pantano

Frank Zappa stakanovista rivoluzionario

ospiti: Fabio Macaluso, Danilo Grassi

Visite Guidate

in collaborazione con L’Associazione Amici di San Salvatore

Visita della esposizioni del Festival e tour delle chiese e dei conventi presenti nel Centro Storico

 

Media Gallery

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