La vita di un musicista è continua relazione con l’idea e la percezione del tempo. Il grande buio della pandemia ha mandato in tilt il nostro sistema di percezioni, riavvolgendo in me il nastro di alcune riflessioni forse – da tempo – congelate: qualcuno scrisse che avevamo affidato la nostra identità talmente radicalmente al ruolo lavorativo e che in quelle giornate non abbiamo più saputo chi fossimo davvero. Nel surrealismo (o meglio dire iperrealismo) di quel momento, ho trovato un punto di osservazione fuori dal tempo ordinario, in cui mi sembrava di osservare la vita al microscopio, come in una città lego (o Dogville). Al microscopio è finito un po ‘ tutto: gli archivi di libri, le liste di cose, l’anatomia di ogni singola battuta di repertorio, il profumo dei fiori della primavera che sbocciava, i sogni, i ricordi. Dopo un po’, ho capito che stavo vivendo il presente. Ero immersa nel presente, in ogni singolo minuto. Mi sono chiesta allora: è necessario essere espropriati della propria quotidianità per poter finalmente “sedersi al sole, abdicare, ed essere re di se stessi”? Il presente ci permette di sentire. Sentire tutto, anche senza decifrare. Di mangiare tutto ciò che la vita ci offre: felice o doloroso che sia. Anche il dolore del tempo finito, o la felicità che è desiderio di durata, di continuazione, di futuro. Lentamente, si è scavata la traccia di “fermare il tempo”.
Nella dimensione personale, tanto in quella universale, i più grandi atti dell’intelletto umano hanno superato l’oblio dei secoli vincendo la battaglia contro la caducità del tempo. Amo pensare che ognuno di essi, abbia presupposto un atto di conquista del proprio tempo, di appropriazione del presente possibile solo se si riconosce che la realtà interiore, il piano dell’immaginazione, del pensiero creativo, non può essere un lusso per pochi, mentre in molti restano schiavi delle urgenze e osservano le vite degli altri, magari dallo schermo di un telefono.
Con la musica a fare da catalizzatore, un centro di gravità senza tempo, Ritratti ri-innova l’esperienza dell’ascolto, fondata sulla relazione tra il suono e il suo impatto nella comunità e nei luoghi in cui viene creato e ricevuto, relazione intima in grado, nel presente, di ricevere e incubare gli stati d’animo tanto degli interpreti quanto degli spettatori, potenzialmente in grado di annullare le distanze tra l’arte e la vita: con 8 spettacoli musicali, tavole rotonde di approfondimento, due residenze d’artista, aperture straordinarie, una mostra diffusa, l’immancabile laboratorio per ragazzi, la diciannovesima edizione del Festival è pronta a fermare le lancette: eccolo, allora, il nostro Ritratto di questo momento, unico, irripetibile, e per questo un pò magico.
17 luglio
Masseria Spina MONOPOLI
BRAD MEHLDAU TRIO
Brad Mehldau, pianoforte
Larry Grenadier, contrabbasso
Jeff Ballard, batteria
20 luglio
Masseria Spina MONOPOLI
MICHAEL JACKSON
THRILLER Storia e leggenda del Re del Pop
Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese
ROBERTO MOLINELLI direttore e arrangiatore
22 luglio
Palazzo Palmieri MONOPOLI
HISTOIRE DU SOLDAT
di IGOR STRAVINSKY
Libretto: Charles-Ferdinand Ramuz
regia di Cecilia Ligorio
Paola Michelini, Niccolò Senni attori
Lorenzo Rovati, violino
Salvatore Magazzù, tromba
Tindaro Capuano, clarinetto
Nicolò Zorzi, contrabbasso
Giovanni Miceli, trombone
Andrea Corsi, fagotto
Igor Caiazza, percussioni
25 luglio
Chiostro di Palazzo San Martino MONOPOLI
SIMPLE SONGS ABOUT SEX & WAR
EMANUELE ARCIULI & FRIENDS
JOHN CAGE
In a Landscape , per pianoforte
AARON JEY KERNIS Air
per violino e pianoforte
PHILIP GLASS Streets of Berlin
testi di Martin Sherman
WILLIAM DUCKWORTH Simple Songs about Sex and War
testi di Hayden Carruth
LOUIS ANDRIESSEN
Beatles Songs
27 luglio
Chiostro di Palazzo San Martino MONOPOLI
CLOCKS
intro:
GYORGI LIGETI
Poema sinfonico per 100 metronomi
GYORGI LIGETI
Continuum per clavicembalo
GIOVANNI SOLLIMA
L’Isola Ferdinandea (da Viaggio in Italia)
JOHN ADAMS
Hallelujah Junction per due pianoforti
MIGUEL DEL AGUILA
Clocks op.58
QUARTETTO ALBENIZ DE PROSEGUR – Escuela Superior de Musica Reina Sofia
Sara Zeneli, violino
Paula Mejia, violino
Mario Carpintero, viola
Willard Carter, violoncello
Stephanie Gurga, pianoforte e clavicembalo
Antonia Valente, pianoforte
29 luglio
GOYESCAS
Chiostro di Palazzo San Martino MONOPOLI
ENRIQUE GRANADOS- GOYESCAS
Los majos enamorados op.11 – I galanti innamorati
Los requiebros – I complimenti
Coloquio en la reja – Conversazione alla finestra
El fandango de candil – Fandango a lume di candela
Quejas, ó la maja y el ruiseñor – Lamento, o la fanciulla e l’usignolo
El amor y la muerte (Balada) – L’amore e la morte
Epílogo: Serenata del espectro – Epilogo: Serenata dello spettro
El pelele: Escena Goyesca – La marionetta: scena goyesca
VIVIANA LASARACINA, pianoforte
1 AGOSTO Masseria Spina MONOPOLI
ALL YOU CAN BEAT
FRANK ZAPPA
omaggio nel trentennale della scomparsa del compositore
The Black Page
AZIO CORGHI
omaggio ad un anno dalla scomparsa del compositore
Un petit train du plaisir
da ‘Péchés de Vieillesse’ di Gioachino Rossini
Dalila Borra/Fabio De Cecco/Giacomo Fato/ Martin Lopez
Andrea Malavasi/ Lorenzo Mangialavori/ Tommaso Scopsi/ Andrea Benetti
Gianmaria Manghi/ Tommaso Pezzani/ Gabriel Rispoli/ Samuele Galvanini
ENSEMBLE DI PERCUSSIONI
Giulia Di Palmo & Tommaso Ronchi, pianoforte
Gianmarco Petrucci, batteria
Gabriele Petrucci, marimba
DANILO GRASSI, direttore
3 agosto
Teatro Radar Roof Garden MONOPOLI
CINE/RITRATTI
SEVEN CHANCES di BUSTER KEATON
Musica originale di Stephen Prutsman
Alberto Maniaci, pianoforte e direzione musicale
Lorenzo Rovati, violino
Martina Bonaldo, viola
Federica Del Gaudio, violoncello
Dunja Popovic, contrabbasso
Rossana Quarato, flauto/ottavino
RITRATTI EXHIBIT
aperture straordinarie ed esposizioni
dal 7 luglio al 4 agosto
GIULIANA STORINO
CASA SANTA
CHIESA DI SANTA MARIA DELLA ZAFFARA
BIBLIOTECA RENDELLA
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SARAH Jérôme
CASA SANTA
CHIESA DI SAN GIOVANNI
Sarah Jérôme arriva alla pittura e alla scultura dopo tredici anni trascorsi nel mondo della danza: disciplina, quest’ultima, di cui l’artista conserva una certa filosofia. Non si potrà fare a meno di considerare l’importanza che il corpo umano – in particolare modo quello femminile – acquisisce all’interno delle carte oleate e delle sculture di Sarah Jérôme: un corpo che emerge da materia informe simile a un magma o da processi di combustione e trasformazione minerale. Talvolta, da elementi vegetali o animali, come nella più classica delle metamorfosi. Il mormorio dei fossili allude agli svariati echi provenienti dal nostro passato: sia esso mitico, letterario o psichico. «Il corpo – dice Sarah Jérôme – è il nostro comune denominatore, il teatro dei nostri desideri e delle nostre sofferenze. Alla stregua di un sito geologico formato da strati, è attraverso il corpo che la memoria si imprime, ed è attraverso di lui che siamo in grado di comunicare.» Sarah Jérôme esplora questo sito geologico che è il corpo cercando di riconciliare le antinomie che l’abitano, o che esso abita: sogno e realtà, bellezza e ripugnanza, femminilità e mascolinità, intimità e superficialità. Le opere in mostra sono chiara testimonianza di questa costante tensione, a un tempo onirica e mitopoietica, tra la grossolanità dell’informe e la delicatezza dei corpi.
Doppelgaenger nasce nel 2012: la sua ricerca è rivolta alle attuali espressioni della figurazione; all’installazione e alla performance; alle arti parietali. L’associazione ha portato avanti un’attività costruita attorno a progetti di ampio respiro e dalla forte identità culturale, orientati spesso a continuare e svilupparsi nel tempo: nell’interazione tra artisti e negli interventi di arte urbana, come nelle peculiari opere murali, sempre progettate sulla specifica dimensione degli spazi espositivi, o – ancora – attraverso un robusto filone di arte femminile.
dal 14 al 16 luglio
RITRATTI KIDS
in collaborazione con Musica in gioco
ANDREA GARGIULO, direzione musicale
16 LUGLIO ore 20:00 Masseria Spina
“JAZZ FOR KIDS” CONCERTO CONCLUSIVO DEL LABORATORIO
22 – 27- 29 luglio, 3 agosto
RITRATTI TALKS – TROVARE IL TEMPO
APERITIVI DI APPROFONDIMENTO SUI TEMI DEL FESTIVAL
Nicola Pedone & Antonia Valente, direzione e moderazione
Sabato 8 luglio
talk itinerante
Orecchio che vede e occhio che sente:
l’arte di Giuliana Storino e Sarah Jérôme tra mormorii di fossili e canto delle cicale
giovedì 20 luglio
N24, Piazzetta Santamaria
L’eternità, l’anima e il tempo (finito) della vita nella “Storia di un Soldato”
ospiti: Cecilia Ligorio, Paola Michelini, Nicolò Senni e i musicisti in residenza a Ritratti 2023
Lunedì 24 luglio
N24, Piazzetta Santamaria
La freccia del tempo, la freccia della storia
“Viviamo in un’epoca che non mi fa pensare a una corrente principale, ma a molte correnti, o persino, se insistiamo sul fiume del tempo, penso che siamo arrivati a un delta, forse addirittura oltre un delta, a un oceano che sta tornando verso i cieli”. (John Cage)
ospite: Emanuele Arciuli
venerdì 28 luglio
Biblioteca “Rendella”
Tempo e memoria
È la memoria di cui tratta Proust, una facoltà dotata di vita propria: il ricordo che affiora in modo casuale e improvviso, innescato da una percezione sensoriale (il sapore delle madeleine), mette in movimento la “memoria involontaria”. Quel frammento di memoria è capace di resuscitare il passato perché, come diceva Bergson, la memoria non consiste in una regressione del presente al passato ma al contrario un progresso dal passato al presente
Por la musica, misteriosa forma del tiempo (J. L. Borges)
ospiti: Angelo Petrosillo, Massimo Felici
lunedi 31 luglio
Lido Pantano
Frank Zappa stakanovista rivoluzionario
ospiti: Fabio Macaluso, Danilo Grassi
Visite Guidate
in collaborazione con L’Associazione Amici di San Salvatore
Visita della esposizioni del Festival e tour delle chiese e dei conventi presenti nel Centro Storico
