Cosimo Carovani rinnova l’antica, e recentemente sopita, usanza dello strumentista-compositore in un modo che costituisce un fertile esempio per i musicisti d’oggi.
Partendo da una grande conoscenza del repertorio, dall’antico al contemporaneo, non si lascia inibire dal passato, ma dialoga con esso per esprimere il nostro presente: autenticità e personalità, in equilibrio fra ricerca formale e spirito improvvisativo in presa diretta.
Fiorentino di nascita, Cosimo Carovani è solista, camerista, compositore e scrittore.
Energica ed esuberante voce del violoncello italiano, è considerato un musicista dalla grande versatilità e cultura, dotato di freschezza e profondità, nonché una delle voci più vivaci della sua generazione.
Appassionato e curioso, con un profondo amore per la musica e l’arte in ogni sua declinazione, ricerca sempre nuovi modi di espressione, innovazione e comunicazione. Questo lo spinge a esplorare costantemente e ad approfondire la sua comprensione del potenziale emotivo e umano della musica.
Come divulgatore e scrittore si impegna a condividere il suo amore per la musica, cercando di mostrarne gli aspetti più intimi e umani e quanto essa sia attuale e necessaria nel presente.
La sua dedizione alla diffusione della conoscenza musicale e alla promozione di un’esperienza più profonda e autentica della musica lo rende un prezioso contributore alla comunità musicale, ispirando gli altri a scoprire e apprezzare la bellezza e la complessità della musica in tutte le sue forme.
Camerista per vocazione, è vincitore del Primo Premio e di due ulteriori riconoscimenti con il Quartetto Indaco all’Osaka Chamber Music Competition.
Il Concorso, tra i più importanti del panorama internazionale e tra i pochi per quartetto riconosciuti dalla Federazione dei Concorsi Musicali Internazionali, ha assegnato all’ensemble italiano il Primo Premio e altri due Premi Speciali.
Questa vittoria ha un portato storico: è la prima volta che un quartetto italiano vince il Primo Premio in uno dei grandi concorsi per quartetto d’archi. Un segnale dell’altissimo livello ormai raggiunto dai musicisti italiani, ma anche dell’estro e della felice libertà creativa del Quartetto Indaco, che ha convinto la giuria internazionale presieduta dal grande violoncellista giapponese Tsuyoshi Tsutsumi.
La sua prima “casa” è stata la Scuola di Musica di Fiesole. La sua formazione si è poi svolta in Italia e in Germania, con studi al Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze sotto la guida di Andrea Nannoni e alla Hochschule für Musik, Theater und Medien di Hannover con Tilmann Wick.
Ha inoltre frequentato corsi e accademie di alto perfezionamento con maestri quali Enrico Bronzi, Giovanni Gnocchi, Stefano Cerrato ed Enrico Dindo, e ha partecipato all’ECMA – European Chamber Music Academy.
È primo violoncello presso l’Orchestra da Camera “Milano Classica”, con la quale ha co-ideato il progetto Qu.B.E. — Quartet Based Ensemble.
Ha collaborato in qualità di prima parte con orchestre come l’O.R.T., l’Orchestra Leonore di Pistoia, il Colibrì Ensemble e l’OFT di Torino.
Collabora attivamente con artisti di fama internazionale quali Avi Avital, Alexander Lonquich, Uri Caine, Michele Campanella, Derek Bermel, Claudia Barainsky, Mao Fujita, Julian Bliss, Francesco Dillon, Giovanni Bietti, Alessandro Taverna, Franziska Pietsch e molti altri.
Ha inoltre studiato orchestrazione contemporanea, composizione e videoscrittura con Andrea Portera.
Vincitore di diversi concorsi, il suo catalogo, nonostante la giovane età, conta già più di novanta numeri d’opera. Pubblica con le case editrici Curci e Sconfinarte di Milano.
Tra i suoi progetti discografici recenti figurano Tales of Dusk del 2022, debutto solistico con Milano Classica, e Trittico del 2024, monografico per orchestra d’archi con la partecipazione di Giovanni Sollima, realizzato grazie al bando “Per chi crea”.
Nel 2025 debutta su Amadeus con l’integrale delle Sonate di Johannes Brahms, in duo con Stefano Ligoratti.
Suona un violoncello Charles Claudot del 1840.
