XIX Edizione

Ritratti Festival 2024 – Concerti

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BRAD MEHLDAU TRIO

SERATA DI ANTEPRIMA

PUCCINI 100

Liturri Vito, Misere (2024) per coro femminile
Putignano Biagio, Abîmes parmi nous (2018), per doppio quartetto e coro di voci maschili
Puccini Giacomo, Messa di Gloria (1880), per coro e orchestra

Domenico Cetera, clarinetto
Claudia D’Alessandro, violino,
Fedora Palladino, violoncello
Angelico Pastore, pianoforte
Daniele Chiapperino, sax sopranino
Alessandra Partipilo, viola
Francesco Rossini, contrabbasso
Ester Campobasso, celesta
Orchestra giovanile sociale MusicaInGioco
Coro della classe di formazione corale di Andrea Gargiulo, del Conservatorio “N.Piccinni” di Bari

Direttore: Andrea Gargiulo

ingresso libero, consentito solo prima dell’inizio del concerto, con posti a sedere sino ad esaurimento

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MICHAEL JACKSON - THRILLER

EVENTO SPECIALE DI APERTURA

popOFF! è un gioco di parole tra la famosa canzone del goffo cosacco dello Zar e l’idea di valicare le barriere di genere e di età. Ecco il punto di partenza della nuova sfida diretta da Paolo Fresu, la rivisitazione in chiave jazz di alcune di alcune canzoni dello Zecchino D’Oro.

La sfida si presenta non semplice: coniugare il rigore musicale e le atmosfere contemporanee alla leggerezza, all’ingenuità e al gioco che si respira in brani che vanno da “Quarantaquattro Gatti” e “Il Valzer del Moscerino” al “Caffè della Peppina” e “Volevo un Gatto Nero”, canzoni che hanno accompagnato diverse generazioni da piccoli e anche da grandi e ormai entrate nell’immaginario collettivo. E altrettanto immediatamente il pensiero di Fresu su quale voce scegliere per interpretare questi brani è andato direttamente a Cristina Zavalloni, cantante bolognese completamente a suo agio sia col jazz che con la musica classica contemporanea, “figlia d’arte” dato che suo padre Paolo Zavalloni – alias Zavallone – è stato direttore musicale dell’Antoniano. Con questo disco, inoltre, la Zavalloni è riuscita anche a coronare un sogno di bambina: cantare allo Zecchino D’Oro!

Come ha scritto Emanuela Giampaoli sulle pagine di Repubblica “Poteva essere un disastro annunciato… roba più da baby dance che da jazz club. E invece è un piccolo capolavoro di note, nostalgia e poesia” … Un’analisi efficace per un lavoro che sulla carta era e resta un rischio totale, anche se è vero che nessuno ci aveva mai provato prima a questi livelli. Ma il bello della libertà totale che il jazz può offrire può creativamente permettere anche operazioni come quella offerta da questo popOff!, splendido omaggio di Paolo Fresu e Cristina Zavalloni, magistralmente coadiuvati da pezzi da novanta dell’entourage jazzistico contemporaneo quali Cristiano Arcelli, Dino Rubino, Marco Bardoscia e con il quartetto d’archi Alborada, regalano un progetto semplicemente bellissimo e accattivante da ogni punto di vista, capace di richiamare momenti importanti della storia del jazz come ad esempio i tanti omaggi al mondo disneyano dove grandi protagonisti della musica afroamericana hanno interpretato brani poi divenuti storici del mondo della filmografia per l’infanzia. 

A dream comes true. Può accadere anche nel jazz.

 

Paolo Fresu, tromba, flicorno, effetti
Cristina Zavalloni,  voce
Cristiano Arcelli, sax soprano, clarinetto basso, flauto e melodica
Dino Rubino, piano
Marco Bardoscia, contrabbasso
Quartetto Alborada
Anton Berovski, violino
Sonia Peana, violino
Nico Ciricugno, viola
Piero Salvatori, violoncello

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HISTOIRE DU SOLDAT di Igor Stravinsky

Organista e clavicembalista di fama internazionale, Claudio Brizi ha dedicato molti anni ad esplorare il mondo degli strumenti cosiddetti  “ibridi”, una collezione rara di creature fantastiche,  mai esposte prima in Puglia. Sono prevalentemente tastiere che cioè racchiudono al loro interno le potenzialità e le caratteristiche di due o più strumenti uniti, e offrono per questo la possibilità di assistere ad concerto “fuori dagli schemi” con alcuni strumenti appartenenti alla collezione privata di Brizi, che annovera parecchie decine di oggetti rarissimi.

Il Festival Ritratti propone, inoltre, una visita alla galleria di strumenti ogni giorno dal 22 al 27 luglio presso i Saloni nobili del Palazzo.

LA TASTIERA INFINITA

Claudio Brizi, tastiere
Oskar Varga, violino
Leonardo Papa, viola
Federica Del Gaudio, violoncello
Dunja Popovic, contrabbasso

 

PROGRAMMA

Pëtr Il’ic Cajkovskij

Danza della Fata Confetto dal balletto “Lo Schiaccianoci” per orgue à célesta a quattro mani

 

Wolfgang Amadeus Mozart

Adagio e Rondò in do minore/maggiore K617 per due violini, viola, violoncello 

Sei Variazioni su “Hélas, j’ai perdu mon amant” K. 360/347b per violino e piano-harmonium 

 

Pietro (Pierre) Perny

Fantasie verdiane

Primo e Secondo Preludio da La Traviata di Giuseppe Verdi Op. 118

Quartetto da Rigoletto di Giuseppe Verdi Op. 106 n. 1

Quintetto e Inno da Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi Op. 108

per violino, violoncello, pianoforte e harmonium

 

Franz Schubert

Allegro moderato dalla Sinfonia n. 8 D 759 “Incompiuta”

Trascrizione di Robert Schaab per quintetto d’archi, harmonium e pianoforte 

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SIMPLE SONGS ABOUT SEX & WAR: Emanuele Arciuli and friends

Per il quarto anno consecutivo, il Festival rinnova l’appuntamento popolarissimo con la magia del cinema muto ricostruita con musica dal vivo attraverso la nuova serie, CINERITRATTI, che pia già presentato opere maestre della filmografia storica di Chaplin e Keaton sonorizzate dall’Ensemble residente del Festival

COLLEGE di Buster Keaton
musiche di Stephen Prutsman

ospite speciale:
STEPHEN PRUTSMAN, pianoforte

con la partecipazione di Cristina Zavalloni, voce

Solisti del Festival Ritratti:
Lorenzo Rovati, Sara Zeneli, violino
Leonardo Papa, viola
Federica Del Gaudio, violoncello

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CLOCKS - Fermare il tempo

I sogni son desideri di felicità”, cantava Cenerentola nell’omonimo capolavoro Disney del 1950. E il sogno di una grande, rigorosissima, suite sinfonica dedicata alla storia del cartone animato, chiuso nelle soffitte di Ritratti da tempo immemore, si anima e prende finalmente forma grazie alla firma del Maestro Roberto Molinelli.

Una specie di “partita del cuore” per la famiglia del Festival Ritratti, che riaccoglie al a Monopoli nomi che hanno accompagnato l’arrivo al compleanno speciale del ventennale attraverso memorabili progetti di cui sono stati protagonisti negli anni e, a sorpresa, un grande ospite la cui identità sarà resa solo nel corso della conferenza stampa.

Ritratti Festival big band
direzione e arrangiamenti di Roberto Molinelli
con le voci di Damiana Mizzi, Cristina Zavalloni e Angela Esmeralda Pepe

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GOYESCAS - Viviana Lasaracina

Al mondo della fantasia infantile, cui è dedicata la edizione di Ritratti del ventennale, appartiene quel genere speciale sintetizzato nella espressione “canto avanti e indietro”: protagoniste assolute della serata saranno le melodie dal ritmo oscillante  inconfondibilmente associate alla ninna nanna, alla habanera, alla nenia, alla filastrocca, alla lullaby, e le multiforme declinazioni che questa speciale tradizione musicale ha assunto in diverse lingue e Paesi del mondo. Un “giro del mondo in culla”, insomma, non privo di inaspettate sorprese, come i tanti casi in cui questo genere è stato associato anche ad attività che nulla hanno  che fare con l’abbraccio onirico di Morfeo.

Il racconto musicale sarà affidato alla preziosa voce di Marianna Mappa, soprano di origini pugliesi oggi protagonista dei grandi palcoscenici dei Teatri dell’Opera più importanti, dall’Arena di Verona al Teatro dell’Opera di Roma.

Musiche di Montsalvatge, Modesta Bor, Lecuona, Ovalle, Crumb, Debussy, Garcia Lorca

Marianna Mappa, soprano
Antonia Valente, pianoforte

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ALL YOU CAN BEAT - Zappa e Corghi negli anniversari

Quando il Festival Ritratti nacque nel 2005, la prima tessera di socio emerito onorario fu consegnata al pianista Benedetto Lupo. Anni dopo, nel 2019, fu proprio lui l’interprete di uno dei primi recital dedicati al repertorio dei GRANDI INTERPRETI AL RADAR.
Il grande maestro pugliese, oggi Accademico di Santa Cecilia,  torna nella Monopoli in cui ha formato intere generazioni di pianisti in tanti anni di docenza nelle stanze del Conservatorio “Nino Rota”. Per il suo primo anno di questa nuova residenza al Festival, ha scelto di impaginare un programma cameristico dedicato alle figure di Robert Schumann e Johannes Brahms, di cui è considerato uno dei più raffinati interpreti, circondandosi di giovani artisti emersi dalle fucine dei Conservatori italiani (in particolare pugliesi), oggi protagonisti di brillanti carriere internazionali. Come Emanuele Urso, nato a Martina Franca,  diplomatosi a Monopoli e oggi primo corno dell’orchestra Teatro Alla Scala di Milano; Giuseppe Russo Rossi, violista tra le fila della medesima compagine. E ancora la giovanissima Sara Dionisia Zeneli, pluripremiata violinista cremonese, Roberto Mansueto (orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia) e il primo violino dell’Ensemble residente del Festival, Lorenzo Rovati.

Benedetto Lupo, pianoforte

Solisti del Festival Ritratti:
Emanuele Urso, corno
Lorenzo Rovati, Sara Dionisia Zeneli, violino
Giuseppe Russo Rossi, viola
Roberto Mansueto, violoncello

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